Considerazioni a carattere generico su Dragon
Ball - Dragonball Z - DBGT
Il mitico Dragon Ball è stato diviso in tre serie di cui due
sono state curate e seguite dall'autore, Akira Toriyama e l'altra fu
unicamente voluta dalla produzione. Se guardiamo le tavole del maestro
Toriyama, le troveremo incredibilmente spoglie, senza il minimo uso
di un retino, grossolane e a tratti quasi anonime, eppure Toriyama,
con il suo primo Dragon Ball, una serie estremamente lunga che durò
quasi un centinaio di puntate, mise come protagonista un bambino di
nome Goku, andando a ripescare elementi della tradizione nipponica.
La scelta fu fortunata (pare che il popolo nipponico adori vedere la
tradizione nazionale trasudare ovunque, persino tra le pagine di un
banale fumetto per ragazzi) e Goku divenne il paladino di molti giovani.
Essenzialmente tutta la prima serie si poteva dividere in tre parti
durante le quali il protagonista si scontrava con dei nemici (prima
Pilaf, poi l'Armata del Fiocco rosso e poi il Grande Mago Piccolo),
uno più agguerrito dell'altro.
Lo scopo principale di ciascuna vicenda era quello di ottenere e riunire
tutte le sette sfere del Drago con le quali era possibile esaudire qualsiasi
tipo di desiderio. Se all'inizio della serie era proprio il protagonista,
accompagnato da Bulma e dal suo radar cerca sfere a cercarle, successivamente
saranno i nemici ad andare alla caccia di questi straordinari oggetti
magici e quindi al protagonista veniva chiesto di anticipare le mosse
dell'avversario e di di mettere al sicuro almeno una delle sfere (erano
necessarie tutte e sette affinché il desiderio potesse essere
esaudito).
Grazie all'elemento “sfera”, l'autore poteva giustificare
sia i combattimenti che le avventure in una tipologia di prodotto ben
più leggera e fruibile da tutti quanti. Straordinaria fu poi
l'idea di far crescere i personaggi fino a farli diventare adulti. Goku,
per quasi tutto il cartone animato, è solo un bambino, però
poi, dopo il combattimento contro il Grande Mago Piccolo andrà
ad allenarsi per moltissimi anni al preciso scopo di battersi e di sconfiggere
il figlio del suo avversario, nato da un uovo espulso dallo stesso padre
proprio mentre stava morendo.
Il piccolo “alieno”, che si chiamerà Piccolo (qui
conosciuto con il nome di Junior), avrà il medesimo processo
evolutivo del protagonista ed alla fine della prima serie i due saranno
dei ragazzi. Grazie a questo espediente fu possibile poi la creazione
di un vero e proprio nucleo familiare composto da Chichi, Goku ed il
figlio di quest'ultimo, Gohan (prendeva il nome dal nonno adottivo del
protagonista). Akira Toriyama, con la sua seconda e più famosa
serie, DragonBall Z,
riuscì a contestualizzare i personaggi che lo avevano reso famoso,
ovvero Goku e Piccolo.
In tal modo, quindi, l'autore si prodigò a provvedere un background
ad entrambi, introducendo, così, una storia che spiegasse le
loro rispettive origini.
Questa scelta oltre che a chiarificare maggiormente le posizioni di
entrambe, permetteva al mangaka di estendere il suo progetto oltre la
sfera terrestre... già, perché si scoprirà che
Goku fa parte della stirpe dei Sayan, popolo appartenente al pianeta
Vegeta, mentre Piccolo è un Namecciano, appartenente al pianeta
Namek. Le radici del nostro protagonista vengono, perciò svelate,
solo dopo più di cento puntate ed in una serie totalmente nuova
nella quale si faceva un uso ancor più palese delle Sfere del
Drago, che stavolta verranno sfruttate quasi sempre per potare in vita
delle persone, più specificatamente i guerrieri morti in battaglia,
protagonista compreso! Non dimenticate i sunti delle saghe di Majin
Bu ,
Cell e Freezer.
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