Dragonball - Conclusioni


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Goku nella sua versione Anime

 

Conclusioni sulla prima Serie




Son Goku sulla sua nuvola Spidy con i suoi amici e con suo figlio!

Considerazioni finali e conclusione


In definitiva la prima serie di Dragon Ball si presenta come un cartone animato molto gradevole alla vista. La caratterizzazione dei personaggi secondario è abbastamza buona anche se sfortunatamente sono stati tutti piuttosto costretti all'ombra del protagonista Son Goku il quale è l'unico elemento risolutivo delle battaglie.
Molte, forse troppe volte, viene lasciato tutto in mano al giovane protagonista... questo forse in parte perché un tempo gli anime avevano tutti al loro interno grandissimi eroei senza macchina capaci di fare qualsiasi cosa e di compiere gesta a dir poco inumane. Son Goku ne è un esempio più che lampante. Nessuno, pare, tranne lui è in grado di riportare la Terra alla pace più assoluta. Tra le altre cose, poi, Son Goku rappresenta anche il tipo di personaggio "modello" per il pubblico orientale. Il giovane, di fatti, pur essendo molto piccolo (ha poco più di più di dodici anni) è stato costretto ad affrontare gigantesche prove.

Egli vive da solo da alcuni anni, dopo la morte del suo adorato nonno, sa già badare a se' stesso (caccia e si cucina da mangiare da solo), è in grado di lottare e possiede una forza senza pari. Sia chiaro, comunque, che l'autore Akira Toriyama non introduce certo con Son Goku un eroe praticamente imbattibile come lo possono essere quelli occidentali che non conoscono disfatte (vedi uomo ragno, spider man e batman). Son Goku è un giovane eroe, ma la strada per diventare il più forte è tutta quanta in salita ed è formata anche da quelle che sono le "sconfitte" della vita. Ad esempio Son Goku dovrà ammettere svariate volte la sua inferiorità nei confronti di alcuni suoi avversari. Prima Son Goku verrà battuto dal suo maestro, il genio delle tartarughe di mare Muten in incognita presso il torneo di arti marziali di Tenkaichi sotto il nome di Jackie Chun, poi verrà stroncato dal sicario Tao Bai Bai, successivamente riuscirà battuto nello scontro con Tenshinan e alla fine verrà pesantemente sconfitto dal Grande Mago Piccolo.

Nonostante tutte queste sconfitte, però, il bello di Son Goku è che il nostro giovane eroe trova sempre nuovi mezzi per potersi migliorare, potenziare e quindi tornare sul campo di battaglia con tutte le carte in regola per poter vincere. Grazie a questa sua testardaggine unita dalla sua voglia infinita di combattere e di confrontarsi con nemici anche molto più potenti di lui, il nostro piccolo protagonista sarà capace di diventare molto più forte in pochissimo tempo. Si tratta, quindi, dell'immagine per altro molto tipica e comune in Sol Levante del tipico eroe che si fa da solo senza l'aiuto di nessuno ed in effetti, se si analizza la situazione dei giovani in Giappone possiamo notare come essi siano estremamente più indipendenti dei ragazzi occidentali dal momento che sono costretti a vivere spesso completamente da soli fin da tenerissima età. Altro punto molto apprezzabile di Dragon Ball, è il continuo attaccamento di Akira Toriyama alla mitologia, alle leggende e alle credenze popolari.

Molto più della seconda serie, ovvero Dragon Ball Z o della terza serie, ovvero Dragon Ball GT, il nostro mitico mangaka, nella sua primissima serie di Dragon Ball ha saputo perfettamente coadiuvare elementi della mitologia popolare con un prodotto fresco e giovanile come quello del fumetto. Il risultato è una sorta di versione rivisitata della leggenda di Saiyuki, ovvero il mitico viaggio verso l'occidente che il protagonista, guarda caso di nome Son Goku. La figura di Son Goku è davvero molto conosciuta non solo in Giappone, ma anche in tutto quanto l'oriente. Per esempio... forse non tutti quanti sanno che Son Goku (il personaggio leggendario) in Cina si chiama Sun Wukong, mentre in Corea è conosciuto con il nome di Son Ogong ed infine in Vietnam con il nome di Ngo Khong. In tutti quanti i casi, comunque sia, il nome di questo coraggioso personaggio significa: "Scimmia Illuminata dalla Nullità". Son Goku nella leggenda non è altri che il re di tutte quante le scimmie, ma anche se è una specie di uomo scimmia è comunque descritto come un giovane assolutamente affascinante. Questo eroe ha sempre avuto connottati estremamente polivalenti... ad esempio egli era sia un mago, che un monaco, che un regnante, che un saggio che un guerriero.

In Dragon Ball Son Goku perde molti di questi connotati e ne conserva solo uno, ovvero quello del grande guerriero capace di qualsiasi impresa. Tra le altre cose, poi, Son Goku perde un altro connotato del suo corrispettivo nella mitologia nipponica e comunque orientale in generale, questa volta di ordine prettamente caratteriale. Il mitico Son Goku nella letteratura è estremamente malizioso, mentre invece il Son Goku di Akira Toriyama, pur essendo molto intelligente, forse perché è ancora piccolo, non riesce in alcun modo a vedere la malizia tanto è vero che è capace di salire sulla sua nuvola Spidi (nuvola di oro in versione originale giapponese) sulla quale solo chi ha un cuore completamente puro può salire. Non a caso Son Goku non riuscirà a portare al genio delle tartarughe di mare Muten una bella pollastrella perché non sa assolutamente quali che siano i canoni femminili della donna.

Tutta la storia di Son Goku, comunque, verte su un viaggio verso l'occidente assieme ad un monaco. Qui in Dragon Ball non abbiamo alcun monaco (se si fa eccezione del piccolo Crilin), però abbiamo una notevolissima componente di avventura tanto è vero che, a parte le sessioni dedicate ai tornei di arti marziali di Tenkaichi, per altro una più emozionante e mozza fiato dell'altra, va detto che il resto della prima serie di Dragon Ball è interamente dedicata al tema della grande avventura al fine di recuperare le sette sfere del drago che serviranno sempre per esprimere il giusto desiderio (tranne nel caso del Grande Mago Piccolo che riuscirà a chiedere di diventare il padrone assoluto del pianeta Terra). Vi sono, comunque, anche altri personaggi leggendari nella serie di Dragon Ball come ad esempio il piccolo maialino trasformista Olong presente, per altro, in altri libri di mitologia orientale. Il maialino trasformista, anch'egli molto malizioso, è capace di prendere le sembianze di qualsiasi cosa, esattamente come fa la Volpe, altro personaggio mitologico orientale furbo ed opportunista il quale era solito mutare il suo aspetto in una affascinante fanciulla al fine di fermare le carovane e di derubarle di tutti quanti i loro averi. Dragon Ball è stato il precursore non soltanto del genere shonen per eccellenza fatto di scontri e di battaglie all'ultimo sangue (vedi Groove Adventure Rave, One Piece e Naruto, tutte e tre serie di notevole successo che hanno trovato ispirazione per quanto concerne il loro target e concept proprio nella serie di Dragon Ball), ma anche in fatto di personaggi. L'idea di inserire il personaggio mitologico di Son Goku che vi abbiamo descritto prima piuttosto accuratamente è piaciuta moltissimo ad altri autori tanto è vero che vediamo esempi molto lampanti non solo in altri anime, ma anche in taluni videogiochi.

Due esempi lampanti che vi possiamo dare sono in Saiyuki e in Genso Suikoden. Il primo è un cartone animato che riprende in maniera molto più fedele l'avventura di Son Goku. Questa volta Goku è accompagnato dal vero monaco con un nome molto simile a quello originale, ovvero Sanzo Hoshi e tra le altre cose in tal caso viene operato il così detto viaggio verso l'occidente. In Genso Suikoden 2, un gioco di ruolo per consolle P S X e P S P, il protagonista ha il tipico cerchietto che il personaggio leggendario di Son Goku è solito portare sulla fronte. Senza ombra di dubbio alcuna, dunque, questo anime ha saputo ispirare moltissimo ed è stato certamente un modello molto importante per il genere dello shonen. Un altro elemento di totale rivoluzione che portò Dragon Ball (ma non solo lui, anche altri anime), fu il concetto di relativismo. Per spiegare per bene questo concetto, però, dovremo necessariamente fare riferimento ad alcuni elementi provenienti dalla saga di Dragon Ball Z, ovvero la seconda serie di Dragon Ball, dal momento che, comunque sia, questo concetto era ben più flebile, se pur piuttosto presente, nella prima serie di Dragon Ball. Il confine tra il Bene ed il Male, mai come in questo caso era estremamente flebile tanto che esseri presentati al pubblico come spietati e sanguinari, mano mano, con un processo davvero poco forzato e molto gradevole ancora oggi, si mettevano a disposizione degli altri pur mantenendo la loro personalità.

I casi più grandi li abbiamo proprio con Piccolo e Vegeta. Piccolo è fermamente intenzionato a conquistare la Terra e per farlo cerca di eliminare il combattente più forte del pianeta, ovvero Goku. Dopo essere stato sconfitto (di poco), però, Piccolo non si darà pace ed inizierà ad allenarsi giorno dopo giorno. Piccolo, comunque, dovrà fare presto i conti con l'arrivo di due tirapiedi di Freezer che giungeranno sulla Terra con lo stesso suo scopo. Questa particolare situazione lo motiverà, se pur momentaneamente, a unire le sue forze con quelle del suo avversario più acerrimo per poter sconfiggere i nuovi arrivati. Durante lo scontro, però, Son Goku muore e affida il piccolo Gohan proprio a lui! Il costante rapporto tra il Namecciano e il bambino lo renderà una persona migliore, anche se egli non vorrà mai ammetterlo mantenendo intatto il suo modo di fare spesso strafottente e altezzoso. Vegeta, d'altro canto, sarà uno dei primi prototipi di Majin (un tipo di personaggio che, pur atteggiandosi in maniera crudele e spietata a volte fa del bene al prossimo... uno dei profili senza ombra di dubbio più interessanti che possiamo vedere nel panorama vasto e variopinto dei cartoni animati orientali) che la storia dell'animazione nipponica potrà conoscere. Vegeta è il principe dei Sayan ed è al servizio di Freezer. Ad un certo punto della vicenda il giovane si metterà nell'ordine di idee di raccogliere tutte le sfere del drago e chiedere l'immortalità precedendo il suo stesso capo che egli vuole segretamente sconfiggere. Il suo orgoglio e la sua altissima auto stima (talmente alta che molto spesso peccherà di presunzione sopravvalutandosi), però, verranno letteralmente polverizzati dalla schiacciante sconfitta riportata a seguito dello scontro con lo stesso Freezer il quale finirà per ucciderlo. L'unico esempio lampante di relativismo nella prima serie lo avremo solo con i personaggi di Tenshinan e Jaozi. Come sappiamo questi due guerrieri esordiscono con il loro non molto fortunato ruolo di allievi del perfido e crudele eremita della gru, ex compagno di allenamenti del genio delle tartarughe, Muten, mentre i due nel passato studiavano sotto la guida del grande Mutaito.

I due guerrieri sono molto spietati tanto è vero che Tenshinan non ci mette molto a spezzare le gambe al povero Yamcha in occasione di uno dei tanti scontri che si sono avuti durante il torneo di arti marziali di Tenkaichi. Fortunatamente, però, vedendo la grande sportività degli allievi del maestro delle tartarughe Muten e dopo essere stato tradito dal suo stesso maestro ed eremita della Gru, Tenshinan, ma anche il suo giovane amico Jaozi, decidono una volta e per tutte di intraprendere la grande strada della luce, ovvero la via del vero guerriero. Alla fine, poi, diverranno grandissimi amici di Son Goku. Simpatica è anche l'idea dell'autore del fumetto e del cartone animato originale Akira Toriyama, di inserire una sorta di Cross Over all'interno della sua serie. Ad un certo punto, di fatti, il suo piccolo eroe Son Goku raggiunge, nelle sue spericolate avventure, il mitico Villaggio del Pinguino dove il giovane saiyan conoscerà una bambina molto strana ed anche terribilmente forte di nome Arale. Arale, di fatti, è la protagonista del ben noto (anche qui in Italia) cartone animato e fumetto intitolato: Dr Slump ed Arale.

La bambina non è altro che un'androide costruita da un uno scienziato, per l'appunto il Dr Slump il quale, per la verità, aveva tentato di formare e di dare vita ad una androide adulta, ma non riuscendoci, si è dovuto sorbire la presenza della piccola Arale la quale, oltre che essere una combinaguai incurabile ed iperattiva, è anche estremamente forte e combina sempre un sacco di pasticci mettendo in seria difficoltà lo stesso Dr Slump il quale a causa sua non riesce ad intessere delle relazioni stabili e durature con una donna di cui è segretamente innamorato. In conclusione, dunque, Dragon Ball è una serie davvero molto apprezzabile che vi suggeriamo caldamente di visionare.








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