Dragonball - La storia di Dragon Ball - Capitolo 57


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Storia Dragonball - 57




57- La potente onda Ma Fuu Ba

- Capitolo 57: La grandiosa tecnica del Ma Fuu Ba -


Ormai tutti quanti danno per spacciato il piccolo Son Goku dal momento che il bambino è stato ferito gravemente dal Grande Mago Piccolo. Nel frattempo Yajirobei era rimasto nei paraggi, più che altro per vedere come se la cavava quel piccoletto contro quella specie di demonio, ma fino a quell'istante era rimasto ben nascosto. Non appena il Grande Mago Piccolo si allontana dalla zona, il ragazzino con la katana esce fuori dal suo nascondiglio, corre in direzione di Son Goku, dispiaciuto per la sua probabile dipartita. Quando, però, Yajirobei si avvicina al bambino, prendendolo, sente che il suo cuore sta ancora battendo... in maniera debole, ma sta ancora battendo. Forse per il nostro eroe c'è ancora una speranza!

Il ragazzo con la katana, quindi, decide di salvargli la vita ancora una volta. Per prima cosa lo porta al fiume più vicino e gli fa bere un po' di acqua fresca, poi, portandoselo dietro si dirige più veloce possibile, verso il misterioso Obelisco di Balzaar (Santuario di Karin, nella versione originale giapponese) che pare essere lì vicino. Yajirobei, di fatti, è assolutamente certo che lì egli potrà trovare un mezzo per salvare il piccolo Son Goku da morte certa. Sarà veramente o il ragazzino con la katana è solo un povero illuso? Prima che possiamo anche solo minimamente chiedercelo, la scena cambia e questa volta ci mostra il gruppo del genio delle tartarughe di mare Muten, intento a scovare la quinta sfera del drago.

Assieme al maestro abbiamo non solo il suo fedele allievo Yamcha, ma anche i due ex allievi del perfido eremita della Gru, Tenshinan e Jiaozi i quali hanno appena deciso di depositare le armi e di unire le forze con il genio delle tartarughe di mare Muten al fine di risolvere quella spinosa questione. Sarà proprio il piccolo Jaozi a scovare la quinta sfera del drago. Il gruppo è in festa... tutto sta andando esattamente come era stato programmato, se non fosse che, ad un certo punto, Bulma fa sapere a tutti una cosa piuttosto strana: pare, di fatti, che due sfere del drago, tra le quali abbiamo anche quella di Son Goku, si stiano avvicinando ad una velocità a dir poco supersonica a loro. Il genio delle tartarughe di mare, Muten sa benissimo che non può trattarsi del suo piccolo allievo, ma del tremendo nemico che egli è seriamente intenzionato a sconfiggere, ovvero il Grande Mago Piccolo. Se poi quell'orribile essere è venuto in possesso della sfera del drago con quattro stelle di proprietà esclusiva di Son Goku, allora questo vuole dire una cosa sola... il suo allievo più forte (persino più forte di lui) è stato sconfitto miseramente. Ciò significa che anche per lui sarà totalmente impossibile distruggere il Grande Mago Piccolo in uno scontro diretto. L'unica speranza, dunque, sono proprio le sette sfere del drago con le quali il genio delle tartarughe di mare si augura di fermare la folle scalata al potere del Grande Mago Piccolo. In realtà Muten ha intenzione di anticipare il suo nemico e di prendergli le due sfere del drago seduta stante.

Il saggio vecchietto ricorda a tutti il suo piano: è strettamente necessario, di fatti, che tutti i guerrieri tentino con ogni mezzo (lecito e non) di appropriarsi delle due sfere del drago senza provare a sconfiggerlo dal momento che nessuno sarebbe stato comunque capace di farlo. I guerrieri si preparano all'azione e dopo pochissimi secondi, sempre volando alla velocità della luce, giunge al loro cospetto il Grande Mago Piccolo, più determinato e crudele che mai. Prima che i combattenti possano anche solo fare un passo, il Grande Mago Piccolo intuendo quale che fosse il loro piano disperato, sorride in maniera molto malvagia, prende le due sfere del drago e, come se nulla fosse, le ingoia entrambe seduta stante. In tal modo, l'unico mezzo che i giovani hanno per appropriarsi delle due sfere è quello di ucciderlo e questo è letteralmente impossibile dal momento che, come sappiamo, il Grande Mago Piccolo è il più forte di tutti. Purtroppo il genio delle tartarughe di mare Muten deve ammettere che il Grande Mago Piccolo è stato davvero molto intelligente, scaltro e furbo. In questo modo il suo piano è saltato, però, fortunatamente l'anziano combattente di arti marziali ne ha un altro, di scorta, con il quale egli spera di poter battere quel demonio senza cuore.

Il genio delle tartarughe di mare Muten, quindi, con sguardo fiero, si fa avanti e dice al Grande Mago Piccolo che in passato lui è stato un allievo del grande maestro di arti marziali Mutaito. Il Grande Mago Piccolo fa subito due più due. Se quel vecchietto è stato allievo di Mutaito allora avrà di certo appreso da quest'ultimo la tremenda tecnica del sigillo demoniaco con la quale egli era stato costretto in passato per secoli e secoli in quell'orribile thermos. Per nulla desideroso di ripetere la stessa medesima esperienza, il Grande Mago Piccolo, spaventato da quello che potrebbe fare il genio delle tartarughe di mare Muten, il demone scappa via, ma il vecchietto non gli da nemmeno l'opportunità di farlo e così inizia a dare il via alla potentissima tecnica di sigillo malefico con la quale il genio delle tartarughe di mare Muten spera di poter imprigionare per la seconda volta quell'orribile essere.

La Ma Fuu ba entra, così in azione, però non è sufficientemente potente e così, dopo poco tempo, il Grande Mago Piccolo riesce abilmente a barcamenarsi e a sfuggire da quella tremenda minaccia. Come sappiamo, però, ogni qual volta che si fa uso del Ma Fuu Ba si deve per forza dare in cambio la nostra vita anche nel caso in cui la Ma Fuu Ba non vada a buon segno. Purtroppo questo destino vale anche per il potente genio delle tartarughe di mare Muten il quale spira con la morte nel cuore dal momento che il suo sacrificio è risultato inutile. Il genio delle tartarughe di mare Muten ha anche realizzato che, nonostante tutti i suoi sforzi, i suoi allenamenti e i suoi secoli di combattimenti, non è riuscito a superare il suo maestro e anche di questo si cruccia moltissimo, prima di tirare il suo ultimissimo respiro.


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