Dragonball Z - La leggenda


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Goku nella sua versione Anime

 

Dragon Ball - The legend




Il giorno dopo aver ricevuto il consenso, lo Scimmiotto parte e dopo poco si ritrova sulla sua amata montagna. L’accoglienza è delle più belle, infatti tutte le altre scimmie lo accolgono con grida e pianti, urlando anche delle frasi come “lunga vita al re”. Dopo i tanti festeggiamenti, iniziarono a fare delle esclamazioni, o meglio delle domande in cui chiedevano al loro re perchè era tornato solo dopo tantissimo tempo lasciandoli nei guai. Infatti dopo la sua partenza, un demone era messo a tormentarli impadronendosi della grotta e peggio ancora portandosi via molti bambini. Nonostante tutto però erano felici perché adesso il loro amato sovrano era tornato. Dopo aver udito i suoi fedeli, lo scimmiotto chiese chi fosse il demone che si era permesso di compiere questo imperdonabile atto, aggiungendo che voleva altre informazioni e cosa più importante vendicarsi del gravissimo atto. I fedeli seguaci gli dissero che si chiamava Demone della Distruzione e che viveva a nord.

Senza pensarci due volte, Il re Scimmiotto partì su di una nuvola ed in pochissimo tempo arrivò alla dimora del demone, il quale subito prese tutte le sue armi e si preparò a combattere con la scimmia. Il demone si riteneva molto superiore al punto tale che appena lo vide scoppiò a ridere, questo perché lo Scimmiotto era molto minuto, ma il saggio Scimmiotto non perse tempo ed attaccò il demone. Dopo una serie di pesanti colpi decise di eseguire una delle sue trasformazioni, forse una delle migliori: si strappò dei peli dal corpo ed ognuno di essi diede vita ad una scimmia uguale a lui. Fatto questo, approfittandone, Scimmiotto prese la spada del demone e con quella gli spaccò il cranio. Fatto questo liberò le scimmiotte tenute prigioniere dal mostro.

Nonostante avesse vinto lo scontro con il demone, lo Scimmiotto si rese conto che non aveva alcuna arma per difendersi dai nemici, così decise di recarsi in una città. Arrivato trovò un arsenale con centinaia di armi di ogni tipo che prese e consegnò ai sui sudditi, ma nonostante fossero armati benissimo, non era soddisfatto della scimitarra del Demone della Distruzione e decise di cercarne una per sè. A questo punto prese una decisione: cercare un’arma nel Regno del Mare.

Presa la decisione recò nel palazzo del Drago del Mare Orientale. Giunto sul posto, uno Yaksha lo fece entrare al cospetto del Drago. A questo punto Scimmiotto iniziò ad esaminare molte armi, ma nessuna di quelle presenti riuscivano a soddisfarlo poichè erano tutte troppo leggere. Ad un certo punto però Mamma Drago e sua figlia gli dissero che nel loro Tesoro c'era il ferro magico col quale fu sbattuto e spianato il letto della Via Lattea. Con giogaia, lo Scimmiotto andò a guardare lo strumento: questi era un grosso pilastro di ferro, lungo circa sei metri. Lo Scimmiotto lo prese e dopo averlo esaminato si rese conto che era troppo lungo e grasso per lui, ma mentre stava per rinunciarci avvenne qualcosa di particolare: immediatamente il pilastro si accorciò. Lo Scimmiotto era molto soddisfatto per la sua nuova conquista e dopo aver ringraziato il Drago gli chiese se fosse stato possibile un vestito da abbinare al pilastro di ferro, ma questa volta per sua sfortuna il Drago rispose che non aveva niente del genere. Lo Scimmiotto si spazientì e minacciò di attaccare il drago, ma questi si spaventò e chiamò i suoi fratelli, i Draghi dei mari Meridionale, Settentrionale e Occidentale. Dopo poco questi trovarono dei vestiti e li porsero a Scimmiotto, che si ritenne molto soddisfatto ed uscendo passò davanti ai Draghi e gridò loro in faccia di essere degli sporchi vigliacchi.

Lo Scimmiotto ritornò alla sua montagna e con immenso orgoglio mostrò a tutti i suoi sudditi il ferro appena conquistato. Successivamente, dopo un grande banchetto il re si mise a dormire e nel sonno due uomini lo catturarono, legarono e trascinarono via. Dopo un poco, quando aprì gli occhi vide una targa in ferro con scritto: "Regno dell'Ombra". A questo punto Scimmiotto capì di essere capitato nel regno di Yama, doveva quindi cercare di liberarsi, per questo dopo aver ingrandito il bastone che teneva nascosto picchiò i due assalitori e si liberò, giungendo di fronte ai Dieci Giudici dei Morti. In quel posto erano presenti i registri di tutte le persone e gli animali del mondo con le loro date di morte; a questo punto la scimmia impose di cancellare, oltre alla sua, anche quella di tutti i suoi sudditi, che guadagnarono così l'immortalità.

Il tempo iniziò a passare ed un giorno giunsero all'Imperatore di Giada, il quale era a Castel di Nuvole dalle Porte d'Oro, moltissime lamentele da parte delle persone che lo Scimmiotto aveva minacciato: in particolare i Draghi ed i Giudici. L’imperatore Giada, invece di punirlo, decise di dargli un incarico nel Regno dei Cieli, in modo da tenerlo tranquillo. Dopo aver presso questa decisione, passò un poco di tempo e lo Spirito del Pianeta Venere venne a prendere lo Scimmiotto e portato di fronte all'Imperatore. Qui Scimmiotto fu nominato “Pi-ma-wên” nelle Scuderie. Lo Scimmiotto era contentissimo del suo ruolo, ma quando un giorno chiese il significato del suo ruolo si infuriò e si recò dalle sue scimmie perché i suoi collaboratori spiegarono che era un grado troppo basso nella gerarchia per essere considerato. Arrivato scoprì un’altra cosa che non gi avrebbe fatto piacere: mentre in Cielo erano passate solo due settimane, sulla Terra erano trascorsi dieci anni. Nel frattempo in Cielo si accorsero della sua essenza e l'imperatore decise di punire lo Scimmiotto per la sua fuga. L’imperatore chiamò Vaisravana e suo figlio Natha e organizzarono un grande esercito che mossero contro il re Scimmiotto. Il re Scimmiotto sconfisse in duello Natha e l'Imperatore, vista la sua grande forza, decise di interrompere la guerra, richiamando in Cielo la scimmia e dandogli il titolo di "Grande Saggio, l'Eguale del Cielo".








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