Dragon Ball
GT Transformation
Game Boy Advance



CAPITOLI
0 Introduzione
<-
1 Storia
2 Controlli
3 Grafica
4 Sonoro
5 Giocabilità
6 Logenvità
7 Considerazioni
Finali
8 Trucchi

INTRODUZIONE
Dragon Ball GT Transformation
Piattaforma: Game Boy Advance
Un gioco che forse non deluderà i fan più
incalliti
Come forse sapranno già tutti coloro i quali si sono avvicinati
o si stanno avvicinando al magico mondo di Dragon Ball, questa saga
assolutamente senza tempo e senza età ha sconvolto e sta
ancora sconvolgendo gli animi dei più giovani, ma anche di
persone un po' più in là con l'età che ormai
fanno parte della generazione precedente. Insomma... se
dovessimo dire le cose come stanno esattamente finiremmo certamente
per sostenere che Dragon Ball non è tanto una saga,
ma un vero e proprio fenomeno sociale che continua a riscuotere
un successo a dir poco mostruoso che non accenna minimamente a placarsi.
Inutile dire che moltissime delle compagnie produttrici del cartone
animato, ma anche del fumetto hanno pensato bene di trasformare
questa grande passione in un mucchio di bei soldoni con i quali
rimpolpare le casse di questa o di quell'altra società. In
poche parole sono stati prodotti moltissimi gadget ed accessori
dedicati alla saga forse più fortunata di tutto quanto il
mondo (parliamo di manga ed anime ovviamente!) tra i quali abbiamo:
magliette, giocattoli, statuette, oggetti di vario tipo, zaini,
astucci, quaderni e... guarda caso, anche un nutrito numero di video
giochi dei quali, ovviamente anche Dragon Ball GT Transformation
fa parte.
In un primo momento tutti
quanti i giochi dedicati a Dragon Ball erano dedicati alla prima
serie. Nonostante la qualità non sempre molto alta
dei videogiochi in questione va detto che tutti i primi titoli vendettero
molto bene e riscossero notevole riscontro tra il pubblico che li
comperò quasi ad occhi chiusi. Le case produttrici di video
giochi scoprirono ben presto che Dragon Ball era la così
detta gallina dalle uova d'oro: i giochi ad esso dedicati potevano
anche mancare di bontà tecnica, ma erano egualmente molto
graditi dal grande pubblico. In buona sostanza, dunque, con poco
si sarebbe guadagnato moltissimo. Fu così che le case produttrici
decisero di continuare a creare video game dedicati a questo magico
mondo fatto di valorosi guerrieri spesso senza macchia e così
con l'iniziare della serie di Dragon Ball Z, la
seconda per essere più precisi, vennero prodotti un numero
praticamente quasi infinito di titolo. La seconda serie di Dragon
Ball, ovvero Dragon Ball Z era una serie molto matura che metteva
in secondo piano l'umorismo e l'avventura per dare spazio alla drammaticità
di scontri praticamente senza fine che duravano anche svariate puntate.
Il riscontro tra il grande pubblico
non fu gigantesco... di più! Le tematiche trattate da Dragon
Ball Z, di fatti, si prestavano davvero molto bene a un gioco di
tipo beat em Pulsante Su e così iniziarono ad essere creati
un numero a dir poco impressionante di titoli a questa serie dedicati.
Il successo fu talmente grande che anche al giorno d'oggi si producono
video giochi dedicati alla seconda serie di Dragon Ball (primo tra
tutti il nuovo Budokai Tenka Ichi che deve uscire a breve per Nintendo
Wii, la console di nuovissima generazione). Un po' più
in sordina abbiamo, invece, i giochi di Dragon Ball dedicati all'ultima
serie di questo stesso anime, ovvero Dragon Ball GT. La
ragione di questo strano fenomeno è presto detta: come molti
di voi già sapranno Dragon Ball GT non è una serie
molto “convenzionale” dal momento che non è stata
concepita da Akira Toriyama che poi è l'autore di questa
serie estremamente fortunata. Oltre questo va detto e sottolineato
che non esiste una versione cartacea di Dragon Ball GT. Tra le altre
cose, poi, in Dragon Ball GT vennero compiute svariate
scelte giudicate a dir poco opinabili e discutibili da parte del
grande pubblico. La prima pessima scelta fatta è stata quella
di creare una serie relativamente corta e breve (soli 60 puntate
circa contro le 100 della prima e le 300 circa della seconda). La
seconda è stata quella di riportare il protagonista bambino
con un espediente parecchio macchinoso (Pilaf che esprime, si fa
per dire, il desiderio di vederlo come era prima per poterlo poi
schiacciare inesorabilmente).
La terza è stata quella di
creare troppe “saghe” in una serie corta come questa:
esistono, di fatti, almeno quattro saghe in Dragon Ball GT: la prima
è quella del viaggio inter spaziale, la seconda è
quella di Baby, la terza quella di SPulsante Suer C 17 (che per
altro dura solo una manciata di puntate), mentre l'ultima è
quella delle sette sfere del drago oscure con i relativi sette draghi
maledetti cui fa capo il più potente tra tutti ovvero Lii
Shen Rong. Nonostante tutto, però, la TOEI animation,
società produttrice e curatrice di Dragon
Ball GT (in un certo senso è stata lei a creare
questa ultima e dibattuta serie) decise comunque di investire tantissimi
soldi su questo ultimo progetto targato nel bene o nel male Akira
Toriyama e così iniziò a produrre dei videogiochi
basati sull'avventura di Dragon Ball GT, tra i quali abbiamo, per
l'appunto, Dragon Ball GT Transformation. L'intenzione di TOEI animation
era abbastanza chiara nonché palese: sfruttare il marchio
Dragon Ball per continuare a guadagnare su di esso e seguire la
scia di successo che il predecessore aveva lasciato a questo giovane
e spesso criticato successore.
La domanda che adesso sorge spontanea
è: sono riusciti questi produttori a ricreare quello stesso
successo, leggendario almeno quanto il personaggio di Son Goku,
anche utilizzando la storia di Dragon Bakll GT, blasonata quanto
vi pare, ma comunque basata più sull'humor che sull'azione
e il combattimento? La risposta più giusta a questa domanda
così difficile potrebbe essere, forse, un ni o un so, nella
misura in cui, come avremo modo del resto di vedere nel corso di
questa stessa recensione, Dragon Ball GT Transformation
forse non ha riscosso quello stesso successo, ma ha comunque ottenuto
buonissimi riscontri da parte del pubblico. Non appena
abbiamo messo le mani sul titolo in questione, ovvero Dragon Ball
GT Transformation ci siamo resi conto di trovarci davanti ad un
gioco che in qualche modo voleva rispondere a tutte quante le esigenze
dei lettori e dei fan della saga e questo di certo non può
che essere un bene. Oltre a questo il titolo in questione presenta
non pochi lati positivi che avremo modo di analizzare con calma
nel corso della recensione. Il problema è che assieme a questi
aspetti positivi ve ne stanno tantissimi altri a dir poco negativi.
Mettendo i lati postivi e quelli negativi sulla bilancia purtroppo
questi ultimi hanno di gran lunga la meglio.
Tra gli aspetti negativi più
eclatanti di questo Dragon Ball GT Transformation c'è il
fatto che il titolo in questione ha una sorta di “fine prematura”...
in poche parole ed in buona sostanza quando lo abbiamo portato a
termine abbiamo avuto come l'impressione che la produzione si fosse
in qualche modo dimenticata di qualcosa e questo è molto
grave per un gioco che, come avremo modo di appurare è un
beat em Pulsante Su a scorrimento che quindi predilige la trama
sui duelli. Oltre a questo va aggiunto il fatto che, a parte il
suo successore, ovvero Dragon Ball GT Transformation 2 che
avremo modo di recensire a brevissimo su questo stesso portale,
esistono in commercio ben pochi titoli dedicati al mondo di Dragon
Ball GT. In un certo senso, dunque, vi sentirete parecchio
“soli” a giocare a questo titolo anche perché
tutti i videogiochi di ultima generazione non sono certo dedicati
a Dragon Ball GT, quanto piuttosto a Dragon Ball Z. Tutto ciò
certamente indica chiaramente che la preferenza del grande pubblico
cade sempre e comunque sulla mitica seconda serie. Di sicuro i produttori
se ne sono accorti ed hanno investito solo su di essa. Dati tutti
questi assunti e tutte queste premesse vediamo adesso di analizzare
tutti quanti gli aspetti di questo gioco beat em Pulsante Su a scorrimento
per vedere di che cosa si tratta di preciso.